I perché di questo lavoro

 

Il destino del dialetto

Ogni lingua è in costante evoluzione.

Se ciò è stato vero per il passato, lo è maggiormente oggi che gli strumenti di comunicazione si stanno globalizzando.

La società sta subendo trasformazioni epocali. La struttura sociale ed economica sta radicalmente mutando e le esigenze comunicative riguardano ormai elementi affatto nuovi.

E' realistico ipotizzare che, in prospettiva, le stesse lingue nazionali finiranno per essere marginali rispetto ad un linguaggio internazionale reso indispensabile dall'aumento esponenziale delle necessità comunicative.

Le prospettive di dissoluzione per i dialetti sono ancora più rapide.

I giovani sono orientati all'italiano, se non ancora all'inglese; gli anziani  attraverso i contatti quotidiani, il lavoro, la televisione, le letture, ecc. sono ormai contaminati dall'uso della lingua ufficiale. In sostanza il dialetto è meno utilizzato, risulta spesso "italianizzato" e, particolare da non trascurare, i suoi interpreti autentici, per l'ineluttabilità delle leggi anagrafiche, stanno scomparendo.

Prevedeva il Tami che del dialetto sarebbe rimasta solo "na quai fragaia".

E' un destino che condivido.

Questo lavoro pertanto non risponde all'illusione di far sopravvivere il dialetto, anzi nasce dalla convinzione che esso è destinato inesorabilmente a sparire.

Ma con esso svanirà anche una parte della nostra storia. La lingua,infatti, rappresenta un elemento costitutivo della storia di una comunità, essendo in grado di dirci molte cose sulla organizzazione sociale ed economica di un popolo. Per citare un esempio molto banale, ma se ne potrebbero segnalare molti altri, basterà osservare che oggi, per riferirsi alla canapa, è ampiamente sufficiente un solo termine, considerata la scarsa incidenza di tale prodotto nella nostra vita quotidiana; solo ottanta anni fa, come risulta anche dal glossario,  i termini che ruotavano intorno al mondo della canapa erano molto più numerosi poiché essa serviva per l'abbigliamento, per il fuoco, per le suppellettili, ecc. ed ogni esigenza necessitava di un'indicazione specifica.

I tempi per un salvataggio di tracce linguistiche dialettali sono ormai ristretti e questo lavoro si propone come una sorta di "reperto archeologico" per le future generazioni.

 

Il glossario di Nellie Nicolet

In questo senso una risorsa fondamentale, e molto fortunata per la specificità antronese,  è l'opera di Nellie Nicolet "Der Dialekt des Antronatales" pubblicato nel 1929 presso Max Niemeyer Verlag Halle (Saale)..

Esso fotografa la situazione del dialetto antronese nel periodo 1924/1926. Si tratta di una testimonianza fondamentale anche perché riferita ad una comunità ancora sostanzialmente autoctona che proprio in quegli anni comincia ad essere influenzata dall'arrivo di  migliaia di lavoratori provenienti da ogni parte d'Italia per i grandi lavori di costruzione delle dighe.

I termini presentati si riferiscono in primo luogo ad Antronapiana, ma coprono anche i territori di Locasca, Schieranco, Viganella, Montescheno, Tappia, Villadossola, Bognanco offrendo, tra l'altro, l'opportunità per istruttivi raffronti.

Il testo della Nicolet  presenta, oltre ad una introduzione ambientale, lo studio della fonetica, della grammatica, della sintassi, una breve sintesi (peraltro ancora tutti in lingua germanica) ed un ampio glossario.

Allo stato attuale, tuttavia, mi pare che esso mostri qualche limite:

  • ha una trascrizione fonetica molto precisa, ma complessa per i non addetti ai lavori;
  • non presenta, ovviamente, le modificazioni intervenute col tempo (e 100 anni non passano invano..);
  • è sostanzialmente rivolto ad una popolazione "praticante" ed occorre conoscere il termine dialettale per poterlo ricercare: chi non conosce il dialetto è costretto a visualizzare progressivamente i vari lemmi fino a che non incontra il termine adatto.
   
   
 

L'intervento

In una prima fase ho perciò ritenuto utile, sfruttando il computer, "smontare" il glossario e strutturarlo in funzione dell'italiano e ciò ha determinato la realizzazione di un file di testo e della relativa stampa

A tali prodotti minimali si è aggiunta la realizzazione di uno strumento interattivo composto dalle pagine contenenti i vari lemmi, nella codifica realizzata dalla Nicolet, ed una serie di registrazioni audio con espressioni dialettali relative ad ogni termine (sono state realizzate oltre 2.400 pagine e più di 3500 file audio). Allo stato attuale le registrazioni riguardano solo il dialetto di Antronapiana. Sono presenti varie pagine con riferimenti a termini usati in Valle, ma di esse non è stata acquisita la registrazione

 

La struttura

La struttura dello strumento interattivo è molto semplice.

Attraverso un piccolo modulo di ricerca è possibile individuare le pagine che contengono un termine specifico e successivamente accedere ad ogni singola pagina.

E' possibile anche effettuare la ricerca accedendo ad una pagina che contiene i termini disponibili per ogni specifica iniziale.

Nella maggior parte dei casi in ogni pagina è presente la codifica realizzata dalla Nicolet (i numeri eventualmente presenti rinviano a capitoli del testo cui è possibile accedere attraverso la sezione Riferimenti ) e la relativa registrazione audio effettuata tra il 2009 e il 2013. E' appena il caso di sottolineare che le registrazioni, oltre ad essere poco professionali, sono caratterizzate da una fonetica  non "pura". In verità debbo precisare che, personalmente, non considero questo un limite, anzi. Se la lingua è caratterizzata da una evoluzione continua, la presa d'atto/registrazione sia degli effetti del tempo sia delle contaminazioni varie può costituire un ulteriore tassello informativo per la conoscenza della comunità antronese.

 

 

Futuri sviluppi

Un lavoro di questo genere, pur con tutti i suoi limiti (anche tecnologici), ha in ogni caso un valore intrinseco: è assolutamente aperto.
Ciò significa che potrà essere integrato, corretto, sviluppato e ristrutturato anche in fasi successive.
Potranno essere aggiunte ulteriori registrazioni sia per quanto riguarda Antronapiana, sia, eventualmente, i paesi della valle; potranno essere inserite fotografie, ecc......
L'unica limitazione è rappresentata dalla disponibilità a lavorare.

Uno dei limiti più preoccupanti è la rapida obsolescenza del linguaggio informatico: si spera che qualche volenteroso provveda periodicamente ad un'adeguata manutenzione.

In ogni caso, anche in presenza di un più che probabile decadimento strutturale, ci si augura che almeno i file audio (in doppia versione: wav ed mp3) possano essere fruibili a lungo.

 

Durante la consultazione si riscontreranno certamente degli errori. Spero che non siano determinanti e chiedo venia anticipatamente: la sostanziale immaterialità del prodotto (per un non nativo digitale) e la sua frammentata vastità hanno reso difficoltosa una puntuale ed adeguata revisione.

 

Per contatti     ravandoni@alice.it

Luigi Ravandoni

Antronapiana - 2014

Hanno collaborato:

Anno di nascita Sigla  
Ravandoni Maria 1931 MRZ  
Pianavilla Mario 1932 MRP  
Valterio Assunta 1932 ASV  
Valterio Maria 1932 MRV  
Frisa Aldo 1935 ADF  
Ravandoni Maria F. 1937 MRR  
Frisa Gino 1942 GNF  
Bronzini Olga 1948 OGB Non più residente ad Antronapiana dagli anni '70 (Villadossola)
Ravandoni Luigi 1949 LGR Non più residente ad Antronapiana dagli anni '70 (Villadossola)
Barboglio Marilena 1951 MRB  
Savoni Ida 1951 IDS  
Tavio Maria Assunta 1956 MRT  
Rametti Pierangelo 1961 PRR  
Ravandoni Linda 1963 LNR  
Valterio Anna Maria 1967 AMV